Verso il 2 Ottobre Giov 1 Ottobre Noi non siamo in Debito

12068883_1187437777939345_3378826234370749733_oRoma è in crisi. Ce lo ripete la politica, ce lo ripetono i giornali, lo vediamo andando a scuola, all’università, al lavoro, per strada. Travolta dalle inchieste della magistratura, da un debito crescente, dai servizi in dissesto, la nostra città non sembra più in grado di governarsi da sola e si ritrova doppiamente commissariata: da una anno e mezzo in maniera “soft”, con i tagli draconiani imposti dal governo in cambio di un piano di salvataggio che lega le mani a qualsiasi politica economica; da due mesi con l’ingresso nella scena politica del prefetto e dei suoi emissari, per spazzar via la mafia infiltratasi fino ai vertici dell’amministrazione.

La soluzione dell’emergenza ha quindi il suo solito prezzo: limitazioni nella libertà di movimento, repressione, e soprattutto la fine di ogni margine intervento per far fronte alla vere emergenze, quelle sociali.
Perché noi la crisi la conosciamo bene e la vediamo da tempo: è quella di chi si ritrova senza casa in una delle città dagli affitti più cari al mondo, di chi si ritrova senza lavoro in un periodo di dilagante disoccupazione, di chi vede il proprio stipendio immiserirsi sempre più, come migliaia di dipendenti pubblici comunali. E chi ha prodotto e approfittato di questo sistema, rimane sempre lì: i palazzinari che fanno il bello e il cattivo tempo delle politiche abitative; le aziende e le cooperative che si spartiscono gli appalti pubblici; le clientele politiche e i sindacati opportunisti. Qualcuno ha perso, qualcuno ha pagato, ma il sistema rimane in piedi.

Anzi, il sistema si rafforza! Perché mentre quelle di facciata si risolve, la crisi si inasprisce e si alimentano sempre più tutte quelle condizioni che hanno permesso a personaggi come Cerroni (il dominus incontrastato del ciclo di rifiuti), Buzzi e Carminati di fare affari sulle emergenze economiche, ambientali, dell’accoglienza. Perché il conto più aspro lo stanno presentando a chi questo sistema lo subisce da sempre e prova a contrastarlo: dai movimenti per il diritto alla casa che vengono sgomberati e a cui viene impedito di manifestare, ai lavoratori dell’accoglienza che si trovano senza stipendio da mesi; dai lavoratori pubblici a cui una parte del salario viene definito accessorio e quindi decurtato, agli autisti e netturbini comunali che vengono criminalizzati per colpe che non hanno.
Ripristinare la legalità diventa la scusa per reprimere chi lotta per i diritti; l’opportunismo e la connivenza dei sindacati diventa la scusa per impedire che si difendano le condizioni di lavoro; l’uso privatistico del pubblico diventa la scusa per privatizzare definitivamente.

Noi non ci stiamo! Noi che questo sistema lo denunciamo da sempre, non ci accontentiamo di questa pulizia di facciata! Noi che lo combattiamo da sempre, non ci stiamo ad essere il bersaglio della sua rottamazione! Noi che che non l’abbiamo prodotto e che da sempre lo paghiamo… non siamo noi ad essere in debito!

Verso la manifestazione del 2 Ottobre, a fianco dei lavoratori ATAC, AMA e subappaltati in sciopero, per la costruzione di un percorso di lotta sempre più ampio.

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