SCUOLE, SPAZI, CITTA’: CI RIPRENDIAMO TUTTO!

studenti

Oggi, 13 novembre, siamo scesi nuovamente nelle strade e nelle piazze della nostra città a ribadire che non accettiamo il modello a cui tentano di sottometterci, il futuro precario che ci propongono e la gestione repressiva di Roma tramite militarizzazione e misure cautelari.

Partiti da Piramide, tremila studenti e studentesse hanno attraversato il centro della capitale e si sono uniti ai professori del sindacato Cobas sotto al ministero dell’istruzione, per poi arrivare in corteo sotto al Parlamento. Dopo un momento di confronto, da Piazza Montecitorio, siamo ripartiti nuovamente verso il Pantheon per svolgere un’assemblea pubblica. Ma nonostante alcuni momenti di tensione con le forze dell’ordine, che volevano impedirci di confrontarci e riunirci, siamo riusciti ad andare avanti e creare un’assemblea partecipata e costruttiva.

La nostra è stata una contestazione ampia volta all’intero sistema scolastico, con cui abbiamo ribadito il bisogno di una cultura accessibile a tutte a tutti, di un diritto allo studio aperto, per una scuola veramente pubblica e solidale, nè di eccelenza e nè di elite. Sin dalla partenza, all’inizio di Via Marmorata, abbiamo sottolineato la mancanza di un servizio di trasporto pubblico efficiente, in grado di soddisfare le necessità degli studenti.Il tema del diritto allo studio è stato affrontato nel corso di tutto il corteo, fino a Largo di Torre Argentina, dove è avvenuta una contestazione sotto la Feltrinelli con un lancio di vernice. Abbiamo evidenziato l’inaccessibilità ai libri di testo, che di anno in anno aumentano di prezzo cambiando solo nell’impaginazione e non nei contenuti, ma di cui non vengono accettate le edizioni precedenti.

Durante il corteo, altro punto focale è stata la contestazione alla riforma della ”Buona Scuola”. Riforma che annulla la democrazia negli istituti scolastici con la figura di un preside manager che amministra la scuola come un’azienda, dove gli studenti diventano numeri senza possibilità di aggregazione e autoformazione, percepiti come utenti senza coscienza critica. La riforma Giannini  ha l’intento di educare la componente studentesca alla precarietà, con il progetto dell’alternanza scuola-lavoro, obbligando gli studenti e le studentesse a svolgere stage “formativi”, non aderenti ai percorsi di studio svolti, che palesano esclusivamente la richiesta e la necessità di mano d’opera a basso costo. Per finanziare questi stage vengono inoltre introdotti i privati nella scuola pubblica, che subisce sempre di più un processo di progressiva privatizzazione iniziata ormai da anni.

In questa giornata, abbiamo di nuovo sfidato il divieto di  manifestare per le vie del centro imposto dal Prefetto Gabrielli, divieto che per l’ennesima volta  è stato infranto. Abbiamo ribadito che le loro denunce e le loro intimidazioni non ci spaventano, continueremo a riprenderci le piazze e i luoghi che ci spettano. In una città commissariata, Gabrielli e Tronca stanno tentando di privarci con la repressione degli spazi di aggregazione, socialità e lotta. Partendo dalla divisione delle curve negli stadi fino ai divieti di scendere in piazza, tentando di disgregare i movimenti sociali.

Così come non accettiamo la repressione nelle nostre scuole e nelle nostre città, non accettiamo l’avvento delle nuove destre e del fascismo dilagante cavalcato dal partito di Salvini. Abbiamo portato solidarietà alla piazza antagonista dell’8 novembre a Bologna, dove l’unica risposta ad una manifestazione di migliaia di persone che rivendicavano l’antifascismo è stata l’utilizzo di manganelli da parte delle forze dell’ordine, incapaci di saper gestire situazioni di rottuta.
A metà corteo che ha sfilato oggi per le strade di Roma, su Ponte Garibaldi, è stato mostrato uno striscione che portava la nostra complicità a chi l’8 novembre è sceso in piazza per ribadire che i fascismi non passeranno nelle nostre città e nelle nostre scuole.   Da Bologna a Roma, non accetteremo chi per farsi forza fa leva sulla paura e sull’odio.

Quella di oggi è stata una giornata di lotta importante dove tremila studenti hanno fatto sentire le loro voci con forza e determinazione. Ci siamo ripresi la nostra città, i nostri spazi e nelle prossime settimane ci riprenderemo le nostre scuole con le occupazioni.

Non ci fermerete mai!

Studenti Autorganizzati Romani

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