#RomaNonSiVende: stronchiamo il mondo di sopra!

Quello di Sabato 19 Marzo è stato un corteo che ha coinvolto tutta la città e che ha visto la partecipazione di tanti e tante. Il corteo dell’anno si può dire, che ha chiamato la città ad un assunzione di responsabilità contro l’amministrazione tecnica di Roma; attraverso il Dup si vorrebbe cancellare una generazione di conquiste e di cui abbiamo testimonianza tangibili considerando che in ogni quartiere è possibile trovare uno spazio sociale, un presidio di resistenza alla cultura dominante. Pensiamo che gli spazi sociali siano un patrimonio che non può essere distrutto manu militari e se la minaccia diventa reale tutti e tutte siamo chiamate a difendere quei presidi di cultura altra con i nostri corpi attraverso picchetti, cortei e presidi. Gli spazi sociali oltre che essere stati attraversati da assemblee, concerti, eventi culturali di vario genere sono luoghi in cui si trasmettono saperi utili o luoghi in cui nascono esperienze come lo sport popolare che si è diffuso e moltiplicato trasversalmente, risultando una delle esperienze più interessanti della città. Gli spazi sociali per noi sono tutto questo e per questo motivo non riusciamo ad immaginarci una città senza.

Il corteo di ieri ha portato in piazza anche una diversità di vedute su come debba essere affrontata la controparte incarnata da Tronca e Gabrielli e direttamente legata al Pd di Renzi. Roma è in fallimento da anni e il prefetto-sceriffo e il commissario-sindaco rappresentano l’unica “certezza” di governo all’interno di una campagna elettorale debolissima. Non è possibile infatti, dare per scontato che non sia proprio il super-prefetto a continuare a governare Roma che si facciano o meno le elezioni, che qualcuno diventi sindaco o meno. Ci può bastare riprodurre la delibera dei centri sociali vent’anni dopo e confidare in possibili candidati sindaco?

Il Partito Democratico ha un modello di sviluppo preciso da affermare a Roma, fatto di grandi opere e grandi eventi e la candidatura alle Olimpiadi 2024 ne è un esempio; ha l’obiettivo di asservire migliaia di persone dietro il ricatto del debito, costringendo tutti alle forme di sfruttamento più becere, facendo passare come “accettabili” condizioni di vita intollerabili. Fino ad ora Gabrielli e il Commissario Tronca si sono distinti per una gestione dell’ordine pubblico tutta volta alla pacificazione della città e alla repressione delle lotte sociali, puntando dichiaratamente alla normalizzazione delle “anomalie” sul suolo romano, mostrando una particolare propensione ad attaccare tutto ciò che rappresenta un’alternativa o tutto ciò che esprime una nemicità al paradigma renziano, acuendo i dispositivi di minaccia nei confronti delle realtà politiche che attraversano la città, minacciando di sgombero le occupazioni abitative, gli spazi sociali e culturali presenti nei quartieri. Il loro mandato è quello di creare il terreno per una città pacificata e governabile e se non ci sarà nessuno capace di stroncare tutto questo saranno i governi tecnici che continueranno a farlo. Con o senza un sindaco.

In questa città ci sono punti di vista, pratiche e priorità differenti che non possono essere sintetizzate nella piazza del Campidoglio o ridotte ad Unità perchè siamo di fronte ad un pericolo o ad una minaccia comune: da Salvini a Tronca e Gabrielli. Per questo in tanti e tante hanno deciso di rimanere a Piazza Madonna di Loreto. Ieri, avremmo dovuto tutti quanti pretendere con i nostri corpi di andare sotto la prefettura e rompere l’inaccettabile divieto su Piazza Venezia. Ma volontà politiche differenti, incapacità e poca determinazione hanno avuto la meglio. Dal nostro punto di vista è insufficiente salire al Campidoglio tanto quanto rimanere semplicemente sotto come abbiamo fatto. Non è possibile più avere paura o accontentarsi. Non ci sono momenti opportuni per alzare la testa. E’ sempre il momento di farlo!

CeAg_rpWoAQT3vOI nostri nemici oggi sono Tronca e Gabrielli seduti su una comoda poltrona che restringono ogni giorno i nostri spazi di agibilità. Non possiamo permettere che la Vaccaro, la vice di Gabrielli, ponga dei veti alla delibera regionale sull’emergenza abitativa, non possiamo permettere che migliaia di persone vengano costrette a salire al Campidoglio da una scaletta di servizio, non possiamo permettere che decine di blindati si muovano liberamente nel corteo. Ogni spazio che gli lasciamo è quello che si prenderanno per acuire la minaccia nei nostri confronti. C’è chi pensa che questa minaccia si affronti in maniera diversa e abbiamo provato a farlo emergere pubblicamente. E’ indispensabile e importante rendere palesi punti di vista differenti altrimenti ci accontentiamo di ricette parziali. Dovremmo soprattutto alimentare momenti di precipitazione che si moltiplichino e che investano anche quella parte della metropoli che non si identifica per forza dentro gli spazi sociale e nella pratica dell’occupazione.

Noi la pensiamo così ed è questa la modalità con cui intendiamo difendere gli spazi sociali e soprattutto occuparne di nuovi. Per questo motivo rilanciamo le giornate territoriali ricordate durante la manifestazione di sabato a partire dal corteo del 9 aprile a Roma Est.

#RomaNonSiVende #Romasibarrica #Oralecase

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