#SocialmentePericolosi per chi? Per cosa?

Il 17 Ottobre un nostro compagno sarà sottoposto all’udienza per l’assegnazione della misura della SORVEGLIANZA SPECIALE. Una misura che comporta pesanti limitazioni della libertà personale, tra cui l’obbligo di dimora per 2 anni nella città di residenza. Non è il primo caso in questi mesi nella città di Roma, infatti altri attivisti del movimento di lotta per la casa hanno subito lo stesso processo, riuscendo a dimostrare anche in aula di tribunale l’infondatezza di questo tentativo.

Nell’ambito dei movimenti sociali la sorveglianza, utilizzata più spesso per colpire ordinarie attività illegali è stata spesso introdotta come tentativo di rendere operativo e aggravare l’avviso di PERICOLOSITA SOCIALE (ex art.1) che è stato consegnato a decine di militanti e attivisti nella città di Roma, e che riguarda, come la sorveglianza stessa, non fatti o condanne, ma comportamenti e stili di vita. Uno dei punti su cui si basa la richiesta della sorveglianza speciale per questo nostro compagno è l’assenza nella sua vita di una chiara fonte di reddito, da cuisi presume che questo sia delegato ad attività illecite, da sorvegliare. In questo caso parliamo di un compagno che porta avanti un dottorato all’università, ed è attivo nelle lotte sociali, nelle lotte studentesche e per il diritto all’abitare. Non è la prima volta, né il primo metodo con cui cercano di mettere paura a chi lotta e si ribella, provando anche a mettere sullo stesso piano le lotte portate avanti per rivendicare diritti e le pratiche criminali messe in atto da chi, a braccetto con politici e istituzioni, specula sui migranti, sull’emergenza abitativa, sulle questioni sociali: pratiche che proprio chi viene ora messo sotto attacco combatte con forza ogni giorno. L’attacco che subiscono tanti compagni e compagne a Roma va contestualizzato in un quadro almeno nazionale, dove sempre di più, e lo vediamo con le contestazioni ai politici,con gli scioperi, con le manifestazioni,le istanze di chi non ha voce vengono gestite solo come una questione di ordine pubblico, in una guerra a chi lotta, a chi protesta e a chi più in generale rifiuta un piano di completa compatibilità con il governo delle nostre vite. Ma la misura è colma, la percezione di un’ingiustizia sempre più insopportabile che viviamo in tanti e in tante quotidianamente, inizia ad unire larghe fette di popolazione, studenti, lavoratori, migranti, in un sentimento diffuso di rifiuto, di voglia di cambiamento. In questo quadro capiamo perché siamo pericolosi per loro, perché provano a sorvegliarci, perché ci vogliono soli, rassegnati e in silenzio. Per garantire la tranquillità dei loro interessi. Allora, lo diciamo a testa alta, noi siamo quelli e quelle pericolosi per Renzi, il PD e la sua cricca, per Salvini e i partiti politici che vorrebbero rappresentarci, perché diremo la nostra, senza aspettare di essere imboccati da loro, perché non li voteremo, perché non ci accontenteremo del meno peggio e di falsi cambi della percentuale di disoccupazione. Siamo pericolosi per chi ci propone tirocini e stage gratuiti, per chi ci sfrutta, perché protestiamo, ci organizziamo, scioperiamo, pretendiamo di più. Siamo pericolosi per baroni e presidi fra i banchi delle scuole e le università, siamo pericolosi quando, italiani e migranti, lottiamo per difendere una casa dallo sfratto, per bloccare il magazzino della logistica che non ci paga, per forzare i confini, i muri, le gabbie della fortezza Europa. I veri Pericolosi siete voi, in tanti ormai l’hanno capito….inutile sorvergliarci. Per la giornata del 17, dalle ore 9, orario in cui si terrà l’udienza, saremo in tanti e in tante in presidio di fronte al tribunale di Piazzale Clodio!

Evento FB presidio solidale

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