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Venerdì 13 Giugno: Presidio sotto la prefettura contro Piano Casa e gestione dell’accoglienza

13g-prefettura-rifugiati_WEB“Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo”. Lo afferma l’art. 5 del D.L. n.47 del 28 marzo 2014, il cosiddetto Piano Casa approvato dal governo Renzi. Un decreto legge pensato dal Consiglio dei Ministri per “affrontare finalmente il problema dell’emergenza abitativa”, come ha dichiarato il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi. In Italia sono moltissime le persone che “occupano abusivamente un immobile”. Le cause sono diverse: la precarietà lavorativa che abbassa sempre di più gli stipendi mentre la vita costa sempre più cara, la crisi economica che aggrava la situazione, gli affitti alle stelle, un mercato immobiliare che lo stato lascia colpevolmente in mano agli speculatori, la totale mancanza di un piano di edilizia popolare, l’appoggio dello stato ai grandi costruttori abbinato all’assenza di una programmazione per il recupero degli immobili pubblici abbandonati e lasciati all’incuria. Ignorati dallo stato, le persone si organizzano in totale autonomia, ridando vita a luoghi altrimenti abbandonati. Tante di queste persone sono di origine straniera. Tantissimi sono richiedenti asilo. Per legge avrebbero diritto all’accoglienza, tra cui è prevista una sistemazione abitativa. Nella pratica, la maggior parte dei richiedenti asilo viene “ospitata” in un centro di accoglienza: strutture che lo stato appalta a cooperative sulla base di bandi di gara al ribasso, in cui vince l’ente che promette la gestione al minor prezzo. Una logica che specula sulla pelle delle persone, il meccanismo di un sistema di accoglienza totalmente inadeguato. E da cui, peraltro, tantissime persone vengono escluse, vista la cronica carenza di posti. Per questo motivo, moltissimi richiedenti asilo e rifugiati vivono in immobili occupati.
Su di loro l’art. 5 del “Piano Casa” peserà ancora di più. In assenza di residenza è impossibile avere una carta d’identità, e senza questa è difficile avere accesso al lavoro. Senza residenza non si può accedere ai Sistemi Sanitari Regionali, non si può procedere con le iscrizione scolastiche, non si può ottenere la cittadinanza italiana. In pratica, si è tagliati fuori dai servizi di base e dai più elementari diritti sociali. L’impossibilità di accedere alle utenze rende ancora più difficile la quotidianità di chi si trova già a dover affrontare molti ostacoli, in gran parte per colpa di uno stato assente. L’art. 5 di fatto indebolisce le persone piuttosto che aiutarle a uscire da una situazione di precarietà ed esclusione. L’art. 5 del Piano Casa non affronta il problema dell’emergenza abitativa: semplicemente punta il dito contro la conseguenza di una mancanza dello stato – l’occupazione di immobili – mentre il problema reale è la totale assenza di responsabilità delle istituzioni. Noi non ci stiamo: la lotta all’emergenza abitativa non si fa emarginando e criminalizzando. Occorre abbandonare la logica speculativa che oggi regola la gestione dell’ “accoglienza”. Occorre fornire, come sancisce la legge, un’accoglienza degna e dignitosa, che permetta un concreto e autonomo inserimento nel tessuto sociale ed economico del paese. Le responsabilità di questa situazione sono dello stato, non di chi questa condizione la vive.Per questo chiediamo a tutte le associazioni che ogni giorno si battono per i diritti, di scendere in piazza e scandire le ragioni del proprio dissenso. Per la dignità di tutte e tutti. Per la libertà di movimento. No Piano Casa.

Il 13 giugno alle ore 17:00 presidio sotto la prefettura per gridare al signor Pecoraro che siamo ancora una volta contro il piano casa e l’infame articolo 5 e contro il sistema d’accoglienza per migranti e rifugiati fatto di gare d’appalto a ribasso tra le solite cooperative. Noi siamo per la dignità e la libertà di movimento di tutti e tutte. #civediamolundici ma intanto veniamo a ribadirvelo, cari signori.

#nopianocasa #libertàdimovimento #stopsgomberi #noart5

#stopdistacchi: occupata la sede dell’ Autorità per l’energia elettrica e il gas verso il #12A

da abitarelacrisi

IMG-20140331-WA0008I movimenti per il diritto all’abitare, contro la precarietà e l’austerity hanno deciso di mobilitarsi nei confronti dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico in via dei Crociferi per protestare contro i distacchi.

E’ sempre più evidente infatti come il costo delle utenze gravi pesantemente su redditi non più in grado di sostenere affitti o mutui, tariffe e costi di servizi che dovrebbero essere garantiti ad ogni abitante e che invece vengono gestiti privatamente.

Vogliamo anche contestare, chiedendone l’immediato ritiro, il cosiddetto “Piano casa” di Lupi, un decreto perfettamente in linea con la filosofia espressa dal governo Renzi: tutela della proprietà privata e dell’inquilinato in grado di pagare. Una scelta legata al censo e non alle necessità di chi soffre la crisi e non arriva alla fine del mese ed è vessato da mutui e affitti onerosi, bollette pesanti e tasse di varia natura.

Una società dove solo chi è solvibile può avanzare diritti. Per tutti gli altri invece è previsto il ricatto del lavoro precario, degli sfratti, dei pignoramenti, della rinuncia ai diritti essenziali. E chi si organizza attraverso pratiche di riappropriazione e resistenza attiva collettiva e individuale viene colpito da provvedimenti giudiziari coercitivi, distacchi delle utenze, sgomberi con la forza pubblica e con l’articolo 5 del decreto Lupi che vieta gli allacci delle utenze e le residenze dentro spazi occupati abusivamente.

Il governo Renzi non solo sta ignorando come quelli che lo hanno preceduto il referendum sull’acqua pubblica, ma sta manomettendo diritti e garanzie sociali dichiarando guerra alle istanze degli abitanti e delle reti sociali che si organizzano contro la vendita del patrimonio e delle aziende pubbliche, che si battono contro le privatizzazioni e le dismissioni, che combattono il consumo di suolo e le devastazioni ambientali, che chiedono che le risorse pubbliche vengano investite per garantire casa, reddito e dignità per tutte e tutti invece che in opere dannose e inutili.

L’azione nei confronti dell’Autorità per l’energia si inquadra nelle mobilitazioni di avvicinamento verso la manifestazione nazionale del 12 aprile, con il corteo che prenderà le mosse da Porta Pia sotto il ministero delle Infrastrutture. Dalla piazza cioè dove i movimenti con la sollevazione e l’assedio del 19 ottobre hanno rilanciato un’agenda di lotta autonoma contro i diktat europei, la precarietà e l’austerity.

Vogliamo la garanzia delle utenze e il blocco dei distacchi per morosità, l’istituzione di un minimo garantito per la fruizione dei servizi essenziali e tariffe in base al reddito, il ritiro del decreto Lupi, il blocco delle privatizzazioni e della vendita dei beni comuni, lo stop alle grandi opere e ai grandi eventi, l’uso delle risorse disponibili per garantire casa, reddito, salute, trasporti, studio, accoglienza.

Diritto all’insolvenza per tutt@ !! #stopdistacchi

Movimenti per il diritto all’abitare, contro precarietà e austerity