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Roma, basta manovre di palazzo sulla testa dei senza casa!

roma-corteo-19-ottobre-2013In questi giorni si fa un gran parlare di occupazioni, intercettazioni, rapporti del movimento di lotta per la casa con le amministrazioni locali e le forze politiche. Si cerca, in particolare, di sporcare l’azione dei movimenti accusandoli di gestire la loro attività come un’associazione a delinquere, di essere dei caporali che schiavizzano migranti per fare numero nei cortei.

Non vi è nessuno che eviti di usare con leggerezza termini come racket delle occupazioni, coperture politiche, amicizie imbarazzanti. Per giunta senza alcuna distinzione, si mischiano sigle che non hanno niente in comune, al solo scopo di contribuire a criminalizzare un movimento che sfugge al controllo istituzionale e conquista, attraverso la propria determinazione, spazi di libertà e dignità.

A chi giova? Chi sta soffiando sul fuoco?

Ci sembra che si utilizzi strumentalmente un fatto specifico, circoscritto e tutto da chiarire, per fare campagna elettorale e regolare i conti con l’amministrazione Marino. Un fuoco probabilmente “amico” che parte dall’interno della stessa maggioranza e che trova deciso conforto negli attacchi confezionati dal centrodestra.

A questo si affianca l’opera denigratoria di certa stampa tutta tesa a “sostenere” i poteri forti, nonché i padroni del mattone e di molte testate giornalistiche.

A questo punto ci sembra necessario ribadire alcune cose:

In primo luogo, i nostri percorsi di lotta sono del tutto trasparenti, rappresentano un’alternativa reale allo sfruttamento a cui l’assenza di politiche per il diritto alla casa e la subalternità dei governanti alle potenti lobby del mattone, ancora ci costringe. Nessuno può offuscare la realtà di un movimento meticcio, che dentro la lotta ricostruisce relazioni sociali e legami di solidarietà, che si batte contro ogni forma di razzismo e discriminazione e che vive del protagonismo diretto e dell’autorganizzazione di tutte le persone coinvolte.

In secondo luogo, sul tema dell’interlocuzione con gli amministratori: abbiamo sempre imposto, attraverso la lotta, il confronto atutte le amministrazioni che si sono susseguite negli anni al governo della città e della regione (ed anche con i governi nazionali) siano state esse di centrodestra o di centrosinistra. Ci siamo sempre battuti per difendere non solo gli interessi delle persone già coinvolte nei movimenti, ma più in generale di tutte le persone che vivono le difficoltà dell’emergenza e della precarietà abitativa. Lo sanno bene le migliaia di persone sotto sfratto o senzacasa che hanno trovato nei movimenti l’unica possibilità di risposta al proprio bisogno e di riscatto sociale.

Soprattutto, quello che abbiamo ottenuto è sempre scaturito da momenti di conflitto, manifestazioni, tendopoli, occupazioni, blocchi stradali e quant’altro. Tutti hanno dovuto, loro malgrado, fare i conti con un movimento che è sceso in piazza, con determinazione, sbattendo in faccia ai governanti di turno ritardi, colpe, incapacità di dare una risposta vera al bisogno abitativo nella città.

L’unico rapporto che abbiamo con le Istituzioni della città, dunque, è quello del confronto attraverso la lotta, senza nessuna logica di scambio elettorale: mai abbiamo promesso o dato voti a nessuno e mai li daremo a forze politiche estranee e distanti dai bisogni di chi paga – oggi – il caro prezzo delle politiche di austerità e precarietà.

La campagna di denigrazione e di criminalizzazione in atto in questo momento nei nostri confronti fa il paio con le dichiarazioni del Ministro dell’Interno, il cambio di passo del prefetto Pecoraro, con i violenti sgomberi avvenuti nelle scorse settimane ai danni di studenti e famiglie, con il provvedimento governativo impropriamente denominato “piano casa”. Un decreto che, oltre ad attaccare frontalmente movimenti attraverso l’annullamento delle residenze ed il taglio delle utenze , si pone in piena continuità con le scelte scellerate compiute in questo Paese, da tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi venti anni. Governi che hanno annullato e cancellato ogni diritto alla casa in concomitanza con politiche economiche tese a incrementare precarietà e divisione sociale.

154027464-86e531be-29c2-4479-8cb7-9b1138953f84Ma allo stesso tempo ci chiediamo: che ruolo intendono svolgere le forze politiche che sostengono le maggioranze in Comune e in Regione? Ritengono utile attaccare frontalmente movimenti che, mentre l’inerzia regnava sovrana, hanno garantito a migliaia di persone una soluzione alloggiativa, che hanno portato al centro dell’agenda politica il tema della casa?

A Roma sono decine le occupazioni e non ci vuole tanto buon senso per capire che una strada dettata dalla forza pubblica o dalla procura produrrà nuove tensioni e nuova disperazione mista a rabbia sociale. Per questo consideriamo grave la campagna giornalistica che accusa i movimenti disegnandoli in modo disgustoso. Nelle nostre comunità si incontrano culture e storie differenti, dentro percorsi di emancipazione, tutela dei diritti e rigenerazione urbana. Non c’è spazio per la prevaricazione, la prepotenza, il razzismo, la violenza di genere. Difenderemo tutto questo e sfidiamo chiunque: magistratura, questura, prefettura, governo, forze politiche a dimostrare il contrario.

La cultura politica che sopravvive e sfrutta l’emergenza va sconfitta e noi stiamo lavorando in questa direzione. Noi continueremo a lottare giorno per giorno per conquistare i nostri diritti e difendere la nostra dignità. Risponderemo con forza con la manifestazione indetta per il 12 maggio che partirà alle 15 da piazza della Repubblica e arriverà al Campidoglio attraversando le vie del centro. Ci vediamo in città!

Blocchi Precari Metropolitani, Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, Comitato Obiettivo Casa, Progetto Degage, Resistenza Abitativa Metropolitana, Alexis occupato, Progetto Neetbloc

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Torniamo a Manifestare! Il 12 maggio da piazza della Repubblica al Campidoglio

12mGiovedì 24 Aprile si è svolta presso il Lucernario occupato alla Sapienza un’assemblea pubblica che ha visto la partecipazione di molte realtà ed esperienze della città di Roma. Il confronto lungo che si è sviluppato ha preso le mosse dalle riflessioni finalmente condivise in uno spazio pubblico sulla giornata del 12 Aprile, punto di ripartenza dopo le mobilitazioni dell’autunno scorso, soprattutto dopo la partecipatissima manifestazione del 19 ottobre 2013. La discussione utilmente ha ribadito l’importanza della manifestazione contro la riforma del lavoro e il cosiddetto piano casa, anche fornendo diverse letture di un possibile allargamento dei percorsi contro i due odiosi provvedimenti governativi in fase di conversione in legge.

Per cui al centro del dibattito ci sono stati i provvedimenti del governo Renzi, il jobs act e il decreto Lupi, che mettono in campo un duro attacco a tutti quelli che già pagano i costi delle precedenti politiche d’austerity. Attacchi molto duri che non solo producono nuova e più pesante precarietà, abitativa lavorativa e territoriale, ma intervengono anche nel provare a fermare tutti quei movimenti che nei territori si autorganizzano e si riappropriano di ciò che ci viene negato. In particolare il riferimento va all’art.5 del decreto Lupi che colpisce allo stesso tempo le occupazioni abitative come gli spazi sociali, le palestre popolari, le esperienze di mutualità e cultura dal basso. Potremmo dire che quest’ultimo ha dentro di se le caratteristiche classiche di una legislazione d’emergenza.

Le risposte che il governo ha dato, con gli sgomberi e le cariche, alla precarietà abitativa, esplosiva nella città di Roma, è un segnale che non agisce esclusivamente sul terreno della lotta della casa ma su tutto quello che riguarda l’agibilità politica e di movimento nel territorio. Inoltre, la volontà da parte del ministro Alfano, sostenuto dal prefetto Pecoraro, di risolvere i problemi sociali attraverso il divieto di manifestare al centro della città rimarca l’ottusità e l’arroganza di chi ha deciso di sostituire la politica con il manganello scatenando una pesante guerra contro i poveri. Guerra contro i poveri ed in difesa della proprietà di cui è sempre più protagonista la magistratura non solo attraverso provvedimenti restrittivi della libertà di attivisti e manifestanti, ma anche attraverso il sequestro preventivo degli immobili occupati.

tmp_ribaltiamo_renzi1160612377Le istituzioni locali vengono, dunque, soppiantate sistematicamente nell’amministrare questa città in perenne default e tentennano nell’opporsi radicalmente alle imposizioni del governo centrale. Il Salva Roma costringerà alla riduzione dei dipendenti comunali, degli stipendi e ad un peggioramento dei servizi offerti, alla definitiva privatizzazione dei servizi essenziali.

Anche il cosiddetto “piano casa” Renzi/Lupi si pone in perfetta continuità con quanto realizzato sino ad ora: deregolamentazione urbanistica, nuove speculazioni, sostegno al mercato ed alla proprietà. Il decreto Lupi nei fatti si dimostra come il governo sia completamente subalterno agli interessi della rendita e della proprietà privata, disinteressandosi e tagliando fuori larghi settori sociali colpiti dalle politiche di austerità e precarizzazione.

E’ necessario mettere in campo una risposta decisa che coinvolga tutta la città, che sappia parlare a tutti con l’obiettivo di costruire una sedimentazione sociale vera sempre più forte e radicata e che opponga quella forza necessaria, che abbiamo espresso già nei mesi scorsi, utile a strappare alla controparte pezzi di dignità.

Per questo motivo abbiamo deciso di tornare in piazza il 12 maggio e di percorrere le strade di questa città sfidando proprio chi ci vorrebbe silenziosi e passivi a partire dalla conferenza stampa che vogliamo tenere davanti il ministero degli interni. Vogliamo “guardare in faccia” chi prova a inserire nel piano della legalità la nostra sacrosanta volontà di vivere il presente al di sopra di quelle possibilità che il governo ci impone e fuori dalle loro logiche di sfruttamento e devastazione. Vogliamo ribadire l’appartenenza alle strade di questa città e nessun divieto ci impedirà di varcare i confini del concesso, della compatibilità.

Pensiamo sia utile essere presenti nella manifestazione indetta per il 17 Maggio che vedrà i movimenti scendere in piazza contro le privatizzazioni a livello nazionale e il corteo del 10 Maggio a Torino per chiedere la liberazione dei compagni no tav.

Tutte tappe importanti che ci porteranno alla contestazione del vertice sulla disoccupazione giovanile dell’11 luglio a Torino.

Si riconvoca l’assemblea pubblica martedì 29 alle ore 18.30 all’occupazione di Viale delle Province 187