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Per il diritto alla città, Roma non è in vendita

tmp_Bsw4gcjIQAAMn7j175017202Ieri, Giovedi 17, la città di Roma ha dato la miglior risposta che poteva dare al vergognoso e indegno sgombero del cine teatro Volturno. Un fiume di tremila persone ha invaso le strade adiacenti ad uno spazio sociale emblema della produzione politica e culturale dal basso della nostra città. Un corteo eterogeneo che, oltre ad esprimere solidarietà agli ed alle occupanti, non è voluto rimanere silente di fronte all’ennesimo attacco che, per per mano del Prefetto e dell’amministrazione comunale, è stata fatta ai danni di chi promuove dal basso un altro modo di abitare la città. Un corteo che ha manifestato la propria dissidenza contro un’incompentente amministrazione comunale che, se da un lato, promuove, a tutti i costi, l’immagine della città vetrina incentivadno la speculazione dei privati, dall’altro fa pagare un conto salato chiamato “deficit di bilancio”, obbligando la città tutta a subire drastici tagli abilmente riassunti nel decreto “Salva Roma”.

Ecco il trattamento riservato dal centrosinistra di Ignazio Marino a chi, nella crisi delle politiche culturali di questa città, costruisce un’alternativa concreta e accessibile a tutti, un volto che relega una parte della città nei meandri della marginalità e dell’esclusione valorizzando quella vetrina romana fatta di turisti e grandi eventi. Una città fatta di apparenza che, di fatto, non riesce a curare e valorizzare il patrimonio artistico-culturale di questa città e né tantomeno a colmare quel vuoto istituzionale che, per mesi e fino a due giorni fa, ha lasciato scoperto l’assessorato alla cultura. In poche parole una città programmata a misura del profitto e della rendita e non di chi la vive.

Ma sul piatto, fortunatamente, c’è tanto altro. Un pullulare di spazi sociali che nel tessuto romano offrono la possibilità di costruire ed immaginare alternativa. Realtà sociali ed autorganizzate che si oppongono, attraverso pratiche di riappropriazione dei propri diritti, alla depredazione in atto sui nostri territori. Realtà che attraverso l’attivazione collettiva hanno definito luoghi fisici di confronto e dibattito dalle occupazioni abitative, sportelli informativi e di lotta, biblioteche autogestite, aule studio e tanto altro, dove produrre e far sedimentare una lettura critica e punti reali di rottura a questo modello di sviluppo. Spazi fisici dove meccanismi resistenza devono lasciare il passo a meccanismi di attacco e di lotta.

In tanti e tante abbiamo attraversato ieri le strade di Roma, con un susseguirsi d’interventi dal camion che sono stati cassa di risonanza delle tante lotte e vertenze che quotidianamente portiamo avanti. Fiumi di parole che dall’infame e recente attacco al popolo palestinese, dall’ignobile sgombero del cine teatro Volturno così come dagli ultimi arresti, denunce e misure cautelari, sprigionano il senso e la matrice comune di una lotta che va costruita collettivamente. Inoltre, la conferma di tutto questo ci arriva poche ore fa, i movimenti di lotta per la casa subiscono un ulteriore attacco con la condanna in primo grado del processo riguardo l’iniziativa al CIPE nonostante il pm avesse chiesto l’assoluzione degli imputati. Tra cui Paolo, ai domiciliari insieme a Luca, condannato a 1 anno e 6 mesi senza alcuna sospensione.

La giornata di ieri ha fatto emergere la consapevolezza che esiste una Roma presente, capace non solo di reagire agli attacchi subiti, ma disposta a produrre elementi di attacco alla prepotenza e alla violenza in atto sulle vite di chi abita la città. Una Roma solidale per le misure cautelari subite questa settimana, che ha ribadito la propria complicità nella giornata del 12 Aprile, e che più, in generale, richiede l’immediata revoca delle tante misure cautelari tra obblighi di firma, dimora e domiciliari comminate fino ad oggi per le piazze dello scorso autunno, nonchè per le campagne contro sfratti e sgomberi per il vile piano casa, tanto di case quanto di spazi sociali, avviata in tutta Italia.

tmp_volturno-1671963657Crediamo sia necessario continuare un percorso comune di mobilitazioni per difendere i nostri luoghi e per mettere in campo le ulteriori e necessarie iniziative di riappropriazione e lotta. La mobilitazione continua a partire dal prossimo incontro pubblico con il neo insediato assessore alla Cultura Marinelli che avverrà lunedì alle ore 9 alla sede dell’assessorato.

#culturaindipendente
#volturnosiriprende

Promotori del corteo del 17 Luglio a Roma

B.H.A.P. (beat hippy autonomi punk)

1975004_1400691860197905_516650308_n“Una mostra sulle controculture e i movimenti che a partire dagli anni cinquanta hanno popolato la nostra vita, che hanno segnato il tempo e sognato di andare fuori dal tempo, che hanno stravolto il modo di vivere e quindi la politica, che hanno tentato di separarsi dale separazioni per allargare l’area della coscienza e assaltare il cielo.
Una mostra sulla contestazione, sulle contestazioni, sulle lotte, sulle utopie che hanno caratterizzato il modo nuovo di stare al mondo e di occuparsi del mondo, e che hanno collegato la ribellione delle coscienze alla rivolta contro l’esistente, senza tralsciare l’idea di una politica altra da quella dei partiti e dei gruppi più o meno istituzionalizzati.
Immagini, parole, progetti, vissuti per mettere in risalto la speciicità di quei movimenti e l’universalità delle idee che li hanno animati.
Per riflettere sulle contraddizioni e i percorsi, comuni e paralleli.
Per ricordare il senso di estraneità e di contrapposizione allo stato di cose presenti, e il confronto/scontro tra personale e politico, che nel tempo produrranno la necessità di una sintesi, tanto irrinunciabile quanto utopistica.
Frammenti di storia e di rivolta, specchio di una complessità e di una ricchezza oggi (di)sconosciute, e costantemente rimossa dai media, che rimandano al radicamento e alla diffusione di quelle esperienze, oltre al valore di quella memoria di vita.
Una memoria che non muore, nonostante l’ideologia della dimenticanza, l’oblio del revisionismo, la repressione sempre in atto.
La mostra non ha la pretesa di avere un carattere storico, esaustivo, o di esaurire la ricostruzione di quei movimenti e di quegli anni.
Più semplicemente vuole tracciare, per grandi linee, lo scorrere di un tempo che ha segnato profondamente il novecento e i tanti soggetti e movimenti che lo hanno percorso.
Le vicende e le situazioni che essa (ri)propone sono state filtrate attraverso il vissuto dei curatori, che hanno voluto, per mezzo della selezione operata (suscettibile di ulteriori ampliamenti-approfondimenti-ricostruzioni, che ci si augura di poter attuare quanto prima), rimarcare il proprio punto di vista, grazie a eventi ed esperienze che li hanno visti direttamente coinvolti nello svolgersi di quegli anni.
1958017_1402060370061054_1672159720_nAnni affollati e condivisi, anni in cui la complessità delle proposte si è sempre coniugata con la pratica della socializzazione- solidarietà- condivisione.Una pratica che ha rimandato alla necessità di (ri)costruire la comunità reale in grado di (ri)affermare una scelta di vita altra, oltre la logica mercantile e la società dello spettacolo, oltre il fittizio, l’ovvio, la riproduzione dell’esistente.
tutto ciò nella consapevolezza di una idea-forza, secondo cui il mondo possiede da tempo il sogno di una cosa sognata e che dovrà averne la consapevolezza per possederla realmente.”
I curatori Giancarlo mattia e Marco Philopat

Oltre ai 143 pannelli di B.H.A.P in quei giorni al lucernario esposizioni-dibattiti-musica- proiezioni- riviste in consultazione e tanto altro!!

Leggi il programma completo:

https://www.facebook.com/notes/sapienza-clandestina/bhap-programma-completo/1453325558232633