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Il corteo del 4s: una sfida a Gabrielli

IMG_20150904_200208Potremmo partire commentando semplicemente la manifestazione che si è svolta Venerdì 4 Settembre lungo le strade di San Lorenzo ma ci sembra riduttivo. Pensiamo infatti che dovremmo dare uno sguardo complessivo sull’intera settimana appena trascorsa per dare un altrettanto sguardo complessivo e a lungo raggio sulla situazione politica in cui ci troviamo in questo momento a Roma.

Dopo lo sgombero dello studentato Degage di via Antonio Musa, si è svolta la partecipatissima assemblea pubblica al Tre serrande occupato de La Sapienza, dopo la quale abbiamo sfilato per le strade di San Lorenzo in un corteo non autorizzato; a seguito del quale la questura ha pensato bene di non autorizzare il corteo chiamato per venerdì 4 settembre adducendo come scusa l’applicazione del protocollo sulle manifestazioni imposto dal prefetto Gabrielli lo scorso giugno, che vieta di manifestare in centro dal lunedi’ al venerdi’. Nonostante il divieto e i sopravvenuti Avvisi Orali ai danni di 7 compagni dello studentato Degage si è deciso di sfidare la questura e di sfidare Gabrielli imponendo la nostra presenza a P.le tiburtino.

Il corteo di venerdì si è immediatamente trasformato in un primo appuntamento della città tutta che consapevole del grave attacco subito, si è ritrovata in più momenti a discutere di questo inizio anno. A tal proposito ci preme ringraziare tutte le realtà che in maniera trasversale si sono messe in gioco in prima persona. Quello che sta succedendo in questa città non è infatti tollerabile. Dopo gli scandali di Mafia Capitale il comune di Roma è stato pseudo commissariato. Il Ministro Alfano ha investito il Prefetto Gabrielli di superpoteri individuando in quest’ultimo la figura legalitaria e solida di cui la città avrebbe bisogno per ripartire dopo gli scandali. Ma le priorità di questo Prefetto sono rivolte altrove, verso i problemi sociali, nell’intento di reprimere e ghettizzare i soggetti che li vivono piuttosto che di risolverli. A tal proposito lo sgombero di Degage e di altri spazi sgomberati precedentemente ne sono una riprova.

All’attenzione di Gabrielli ci sono però anche i migranti, gli autisti dell’Atac, le maestre, tutti coloro che, colpiti dai tagli alla spesa pubblica, dall’emergenza abitativa, dal peggioramento continuo delle condizioni di vita potrebbero risultare un problema nel placido svolgimento dei lavori e degli investimenti previsti per il Giubileo. Ma perchè tanta premura? Perchè Nessuno di questi soggetti che vivono la città potrebbero capire come mai per ordine del Pd, partito corrotto e invischiato nell’inchiesta Mafia Capitale e per mano di Gabrielli, le risorse pubbliche dovrebbero ancora una volta essere sperperate per l’ennesimo grande evento come il Giubileo invece di essere redistribuite per sanare le infrastrutture essenziali e per risolvere problemi ben più urgenti che la salvezza delle anime.

Quella che si sta producando è un’enorme manovra preventiva volta ad eliminare ogni sorta di ostacolo verso appalti, corruzione e speculazione, ovvero verso quella macchina mangia soldi che nonostante le inchieste e gli scandali, deve ripartire.

L’abbiamo detto tante volte quanto le grandi opere e i grandi eventi siano utili ad aumentare la quota dei profitti e a rimettere in moto economie in default proprio come quella di Roma, una città che si basa sulla speculazione edilizia e sullo sfruttamento delle risorse pubbliche. Chi infatti detiene queste risorse ha disposto in passato e dispone anche ora, di periodi proficui di intenso sfruttamento di chi lavora in questo sistema e di intenso sfruttamento del territorio. Il Tav, l’Expo, il Giubileo, il Triv e chi più ne ha più ne metta, sono sistemi di sfruttamento e accumulazione. Distruggono le risorse e lasciano solo terra bruciata attorno una volta che sono terminati. Non servono a chi vive quei territori ma ad orde di turisti e pellegrini di passaggio. Sono eventi che durano giusto il tempo di trarne profitto più possibile nel più breve tempo possibile.

Sfidare il divieto di manifestare, il ridicolo assetto di forze dell’ordine dispiegato ieri, sfidare Gabrielli e la Questura vuol dire rifiutarsi da subito di accettare questi modelli di sviluppo cotti e mangiati che vorrebbero imporsi sui territori e nelle metropoli ai danni di chi le vive, contrapponendo non solo il nostro rifiuto netto ma anche le esperienze pratiche di altri modi di vivere. Le occupazioni, i picchetti antisfratto, lo sport popolare, gli spazi sociali sono o dovrebbero essere terreni tramite i quali sperimentare radicamento e comunità resistenti contro quest’ennesima farsa.

20150904_193909Pensiamo che il divieto e gli avvisi orali siano anche il modo per far rientrare le lotte sociali sul terreno del trattabile, del prevedibile e quindi del limitabile e noi non possiamo cadere in questo tranello. Le lotte rispondono ai bisogni e alla carica propulsiva di chi vuole il meglio per la propria collettività. Organizzarci a rispondere a tutto questo vuol dire capire la maniera di mettere in campo strumenti differenti per rispondere a fasi differenti.

I cortei nelle strade di Roma e del paese, qualsiasi essi siano, funzionano quando vivono del rifiuto del potere sopra di noi che vuole relegarci nel deserto, a cui noi vogliamo opporci. Vivono di sperimentazione, di esperienze comuni e condivisione di percorsi. Non vivono di teorie e ricette politiche nel chiuso di una stanza o dietro una tastiera. Questa è la certezza che ci restituisce la giornata di ieri ed è la strada che continueremo a percorrere. Costruire dibattito probabilmente vuol dire anche confrontarsi sulle pratiche perchè è da queste che si costruisce affinità, ed è da queste che traiamo tutti la nostra forza.

Lo sgombero di Degage vogliamo vederlo anche come una possibilità che ci permette di espanderci nella metropoli la dove è possibile, per riprodurre quella comunità nata tre anni fa e per farla rivivere attraverso nuovi stimoli e nuove sfide. Per questo abbiamo voluto ribadire che se ci levate dalle case ci troverete nelle strade. Ci troverete come un virus in circolazione nella metropoli. Rimane comunque in piedi la volontà di riprenderci quello che ci hanno tolto a partire dallo spazio aperto ieri a P.le Tiburtino dove essenziale è stata la componente giovanile e studentesca che, con rabbia e gioia, ha tutta l’intensione di riprendersi casa. Abbiamo tanto lavoro da fare e materiale su cui ragionare. Abbiamo tanta voglia di creare l’alternativa possibile tramite le rotture necessarie e dopo la giornata di ieri siamo certi di poterlo fare. Abbiamo voluto anche sfidare noi stessi e abbiamo fatto bene. Uniti si può fare, consapevoli che la mobilitazione di ieri è stato un primo momento di un autunno tutto da conquistare.

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A Don Bosco contestato il PD #AntiMafiaCapitale

CN_f0cqW8AEoMUjIeri insieme alle realtà della Carovana delle Periferie abbiamo contestato la pagliacciata del Partito Democratico a Piazza Don Bosco in risposta al funerale dei Casamonica. La piazza chiamata dal commissario romano del partito degli affari Matteo Orfini, in un quartiere storicamente popolare, era molto distante dal tessuto sociale che lo abita. La contestazione è infatti stata un’ottima iniziativa, anche se tentata di oscurare da mezzi di informazione e polizia in assetto antisommossa. Denunciare che il PD e la gestione di Gabrielli non solo la soluzione, ma solo il riproporsi di una gestione della città affaristica e che schiaccia i più deboli, andandoli a stanare e a cacciare dai quartieri è un’indicazione importante per i prossimi mesi. Rilanciamo come altro momento di contestazione contro il PD e Mafia Capitale la manifestazione di oggi alle ore 17 a Piazzale Tiburtino in risposta allo sgombero di Degage, vietato dalla questura e che vuole denunciare il commissariamento di questa città per gli interessi legati a giubileo e palazzinari.

Di seguito il volantino dato in piazza dalla Carovana delle Periferie:

La fretta di voltare pagina….

La politica romana ha fretta di voltare pagina, di chiudere la vicenda mafia capitale, di chiamare i cittadini a raccolta per la legalità e di dimenticare rapidamente l’accaduto.
Ma mafia capitale non è un episodio, è un sistema e non basterà un processo per smantellarlo. Ricordate Mani Pulite? La DC e il Psi si sono sciolti, altri partiti minori sono scomparsi, ma la corruzione è dilagata nel paese come mai prima l’avevamo conosciuta. C’era una volta il clientelismo, con cui hanno governato per almeno trent’anni. Poi è stato il turno di tangentopoli, che ha retto la vita politica del paese fino a Berlusconi. Ora è il tempo dell’intreccio tra politica ed affari, nel senso che fai politica in Italia solo se riesci a farti sostenere e a ricambiare il sostegno da cordate affaristiche ed anche malavitose.
Mafia capitale non è un episodio, è il modo di essere della politica a Roma (e non solo a Roma). Appalti in cambio di sostegno economico per le elezioni, commesse economiche come merce di scambio per vincere le elezioni. Non un caso, ma la assoluta normalità. Il Pd e Forza Italia (o come diavolo si chiamano oggi quelli della destra) fanno a gara ad organizzare, in occasione delle elezioni, le cene con i grandi elettori, dove vanno costruttori, banchieri, direttori di giornali, amministratori di grandi imprese. Come ricompensano i loro favori, una volta vinte le elezioni?
A tenere vivo questo meccanismo c’è il continuo ricorso ai privati nella gestione dei servizi: più si allarga lo spazio delle privatizzazioni e più si alimenta questo gioco. C’è tra gli organizzatori della manifestazione per la legalità qualcuno contrario alle privatizzazioni dei servizi?
La fretta di voltare pagina va di pari passo con la voglia di vendere tutto ai privati, dalle case popolari ad Atac, dall’Ama agli asili.
….per vendere Roma

CAROVANA DELLE PERIFERIE

Degage non si ferma: conferenza stampa e palestra in piazza verso corteo #4S

10405681_542260012594965_3936412789910739304_nQuesta mattina di fronte alla prefettura a Piazza SS Apostoli abbiamo dato vita ad una conferenza stampa verso il corteo di venerdì 4 settembre in risposta allo sgombero di Degage, per lanciare un grido in una città dove il PD insieme al prefetto Gabrielli dopo essere stati coinvolti nello scandalo di Mafia Capitale parlano di legalità e degrado come scusa per alimentare una guerra fra poveri e ai poveri. Creano problemi gli autisti che scioperano e le maestre degli asili in mobilitazione, gli studenti che non riescono a permettersi un affitto di 500 euro o i migranti vittime della mafia dell’accoglienza. A questa vogliamo opporre la rabbia  e la dignità di chi non abbassa la testa e in nome di una casa per tutti e un presente dignitoso si organizzano insieme e lottano. La questura risponde con 4 avvisi orali a militanti di Degage e il tentativo di vietare il corteo. Con questa conferenza stampa chiamiamo la città invece a scendere in piazza senza paura alle ore 17 Venerdi da piazzale Tiburtina fino alla prefettura dove risiedo il poliziotto potestà della capitale commissariata per speculare con il grande evento Giubileo. Di seguito il comunicato con cui abbiamo lanciato la conferenza stampa:

Ci levate tutto,ci troverete nelle strade!

Emergenze e degrado, Mafie capitali e funerali, un Giubileo alle porte, super poteri al prefetto di Roma Gabrielli e repressione delle lotte sociali: una città al collasso. Studenti e studentesse universitari e medi, Degage e movimenti per il diritto all’abitare invitano

Mercoledì 2 settembre ore 12:00 in Piazza dei Santissimi Apostoli per conferenza stampa di lancio dell’appuntamento di

Venerdì 4 ore 17:00 Piazzale Tiburtino corteo d’indignazione popolare.

A seguito delle indagini su Mafia capitale e dell’inaspettato Giubileo,il 27 agosto la gestione del Comune di Roma è stata affidata al ‘SuperPrefetto’ Gabrielli. Una figura scelta e voluta dall’esecutivo al fine di ripristinare la legalità a Roma. Le prime mosse di chi,sempre in veste di Prefetto ha gestito l’emergenza terremoto dell’Aquila, una volta salito al trono della capitale,sono state azioni di sgombero a tappeto,misure cautelari e repressione delle lotte sociali. Il 25 agosto è stato sgomberato lo studentato Degage, uno stabile abbandonato di proprietà della BNP Paribas occupato nel 2013 durante lo Tsunami tour, e attaccato ignorando la delibera regionale che aveva già previsto l’assegnazione di case popolari utili a tamponare l’emergenza abitativa di cui questa situazione è frutto.

manifesto_4s_webLa risposta dei movimenti è stata immediata e dopo un corteo spontaneo nella stessa giornata, è stato indetto un corteo per venerdì 4 settembre alle 17 da piazzale Tiburtino con l’intento di arrivare sotto la Prefettura, individuando Gabrielli come il responsabile politico di queste misure. E si è subito azionata la macchina repressiva della Prefettura che ha colpito con gli Avvisi Orali (ex Art.1) sei attivisti di Degage e dei movimenti per il diritto all’abitare. Il corteo del 4 inoltre non è stato autorizzato dalla Questura, adducendo come motivazione il divieto di manifestare in Centro dal lunedì al venerdì. Manganelli e repressione giudiziaria, tutti indici di una gestione autoritaria e antidemocratica del dissenso, sorda ai bisogni dei cittadini espressi nelle istanze sociali.

Ma come contenere la rabbia di chi non ha casa o di chi combatte per mantenere il proprio posto di lavoro? Come tenere sotto controllo i dipendenti delle municipalizzate e degli Asili nido della capitale, di chi è costretto a pagare gli affitti più cari d’Italia per potersi assicurare una formazione superiore o dei migranti, che hanno intrapreso un viaggio disperato di migliaia di chilometri per poi essere incarcerati o espulsi?

Per chi si impegna quotidianamente per la costruzione di un’alternativa fatta di solidarietà e antirazzismo, palestre popolari,aule studio autogestite, studentati e case per chi non può permettersi un affitto, questa non è una battuta d’arresto!

Riempite i giornali ma poi la guerra la fate solo a noi:

Ci levate tutto,ci troverete nelle strade!

Mercoledì 2 settembre ore 12:00 in Piazza dei Santissimi Apostoli conferenza stampa

Venerdì 4 settembre ore 17:00 corteo da Piazzale Tiburtino

11942143_541643605989939_4428177780481769659_oMentre ieri mattina la Palestra Antifascista Degage si è esibita in un allenamento dimostrativo sotto al Campidoglio, dove il sindaco Marino (ora ancora in vacanza negli states) e la sua cricca hanno lasciato passare le rubberie di cooperative e aziende amiche mentre sgomberano esperienze importanti come una palestra antirazzista a prezzi popolari. Visto che la palestra ha perso casa, e visto che non sarà una fine ma un nuovo inizio, ci siamo ritrovati per questo allenamento nel centro di Roma per segnalare l’ingiustizia e la violenza di questo sgombero e delle politiche portate avanti dal PD e dal prefetto.