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Presidio al Senato Accademico, continua la mobilitazione del Lucernario

BrdukvAIYAEP9GLAnche ieri, Martedì 1 Luglio, il Lucernario occupato si è continuato a mobilitare in risposta al tentativo di sgombero di Lunedì 23 andando a fare un presidio rumoroso sotto al rettorato durante i lavori del Senato accademico.
Quando dall’interno del senato è stata avanzata la proposta di far intervenire gli studenti del Lucernario riuniti fuori in presidio, il rettore Frati ha risposto con un suo controdossier (dato che dopo lo sgombero come studenti ne avevamo stilato uno sui progetti legati agli stabili del Lucernario), che riportava le “illegalità” di cui gli studenti nei nove mesi di occupazione si sono resi protagonisti. Foto che ritraggono dazebao con scritto “Rete Pirata”, che sarebbe semplicemente la rete internet che abbiamo attivato (che funziona molto meglio di quella della Sapienza) con un servizio di condivisione di materiali didattici contro il caro-libri, vendita di alcolici (mentre l’università li fa vendere durante mega eventi privati come la festa di lancio della nuova Toyota), e immagini di feste tra l’altro non organizzate dagli studenti del Lucernario.
Quando alcuni senatori accademici e uno dei rappresentati degli studenti hanno ribadito la necessità di ascoltare gli studenti riunitisi in presidio sul problema dello sgombero e della mancanza di spazi il rettore ha infine risposto che era stato aggredito fisicamente da alcuni studenti del Lucernario e che senza una lettera di scuse non si sarebbe tenuto nessun tavolo.
Premettendo che non è mai avvenuta nessuna aggressione, ci sembra assurdo (e non è una novità) che il rettore della più grande università d’Europa neghi un confronto politico con gli studenti affidandolo alla polizia e ai propri manganelli, utilizzando come scusa fatti personali di natura spesso fantasiosa.
Sugli stabili del Lucernario La Sapienza ha dei progetti in continua evoluzione (in questo momento uffici per un nuovo studentato e un aula studio), di cui ci preoccupa sicuramente la reale capacità di portarli a termine dopo i cantieri infiniti di Scienze Politiche, quello del Centro Teatro d’Ateneo accanto al Lucernario, fino alle aule “provvisorie” costruite sopra il pratone. L’università non ha ancora approvato un reale progetto per questi spazi, destinati per alcuni mesi anche alla Scuola Superiore di Studi Avanzati, una scuola per 16 meritevoli per il quali tutti i servizi sono gratuti e a cui viene promesso un futuro d’eccellenza, mentre per gli altri studenti diventa sempre più difficile pagarsi le tasse e l’alloggio, come immaginarsi un futuro post-universitario diverso da disoccupazione e lavoretti precari qausi sempre lontani dagli studi portati avanti. Nonostante questo l’università ha voluto eseguire l’operazione di sgombero senza cercare la minima interlocuzione con gli studenti e le studentesse che vivono tutti i giorni il Lucernario, anche solo come aula per studiare data la grave mancanza di luoghi del genere gestiti dall’istituzione universitaria.
Siamo in attesa di una risposta politica dall’università che tarda ad arrivare… nel frattempo vi invitiamo ai prossimi appuntamenti di mobilitazione:

-LUNEDI’ 7 LUGLIO ORE 18 – ASSEMBLEA APERTA DEL LUCERNARIO PER PORTARE AVANTI LA CAMPAGANA “PORTE APERTE ALLA SAPIENZA”

-MERCOLEDI’ 9 LUGLIO DALLE 17 – RICOSTRUIAMO L’AULA STUDIO ALL’APERTO DEL LUCERNARIO a seguire APERITIVO E DJSET HIP/HOP

GUAI A CHI CI TOCCA!

Sapienza contestata la Boldrini alla Festa del Laureato #CiVediamoLundici

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“L’università per pochi offre solo precarietà” contestati Boldrini e il Rettore Frati alla festa del Laureato.

Oggi al Rettorato de La Sapienza si è tenuta in aula magna la ” Giornata del Laureato”, la premiazione dei 400 migliori laureati dell’anno 2012/2013; L’ennesima vetrina per un università sempre più in crisi, sempre più d’elite, sempre più emblema di disuguaglianze sociali.

Gli studenti precari che quotidianamente attraversano questo luogo, pagando sulla propria pelle il prezzo dell’aziendalizzazione dell’università, hanno preso parola rompendo l’ordine del discorso tendenzioso (a tratti perfino razzista) del rettore Frati, ponendo degli interrogativi chiari e diretti alla presidentessa della camera Laura Boldrini, invitata ad intervenire alla premiazione.

L’intervento della studentessa “non meritevole” ha riscosso enorme consenso, come testimoniano i numerosi applausi fatti da tutta la platea, composta dai laureati e dalle loro famiglie; un dato che evidenzia lo scollamento sempre più netto tra la narrazione che le istituzioni accademiche e governative si ostinano a perpetrare e la realtà materiale che viviamo tutti i giorni, composta da precarietà, miseria, sfruttamento.

Contro un’università per pochi che offre solo precarietà e disoccupazione ci vediamo nelle strade di roma il 12 maggio per il corteo cittadino e l’11 luglio a torino per il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile!

Oggi nel Rettorato de La Sapienza si festeggerà la “Giornata del Laureato”, occasione in cui, alla presenza del Presidente della Camera Laura Boldrini, si premieranno i 400 migliori laureati del 2012/2013 ai quali sarà data la possibilità di accedere ad un percorso riservato di orientamento al lavoro.

Riteniamo che questa giornata più che una premiazione dovrebbe essere un proficuo momento di riflessione sulla preoccupante situazione che gli studenti universitari vivono in questo paese. La situazione dell’università italiana è infatti disastrata: in tre anni c’è stato un calo di oltre 30.000 immatricolazioni mentre sempre più studenti abbandonano gli studi o non riescono a terminarli in corso e siamo l’ultimo paese in Europa per numero di laureati.

Scompare qualsiasi briciola di welfare studentesco, continui sono i tagli al diritto allo studio e parallelamente vengono aumentate le tasse universitarie, raddoppiate per chi è fuoricorso, si alza il costo dei libri di testo, i prezzi degli affitti sono sempre più alti.

Un’ università in cui si delinea in maniera sempre più chiara un sapere tecnico e neutrale che da una parte è soggetto al mercato del lavoro (precario e frammentato) e dall’altra si piega agli effetti delle politiche di austerity imposte da Ue e Bce sotto forma di valutazione e merito. Requisito, quello del merito, che per garantire i continui definanziamenti agli atenei produce la formazione di poli di eccellenza e legittima la differenziazione tra studenti di serie A e di serie B.

Un’ università in cui le opportunità vengono offerte solo a pochi, sempre più dequalificata, che non riesce più ad offrire né la spendibilità del titolo di studio, né la continuità del proprio percorso formativo nel mondo del lavoro; che riesce a formare solo soggetti predisposti ad un futuro di precarietà e disoccupazione.

In questa cornice così designata rientra l’ultimo provvedimento preso in merito dal governo Renzi: il Jobs Act. Questo decreto “garantisce” solamente la possibilità di rinnovare i contratti a termine, senza tutele in caso di licenziamento senza giusta causa, aumenta il numero di dipendenti che le aziende possono assumere sotto forma di apprendistato garantendo solamente la tanto declamata flessibilità, accettazione dunque di qualsiasi lavoro, a qualsiasi costo e senza alcuna tutela.

A coronare tutto questo si propone per i più fortunati un percorso di Job Placement nel circuito Brain at Work che mette direttamente i saperi, proprio come merci, al servizio delle aziende, in linea con le proposte che continuamente vengono fatte agli studenti durante il percorso di studi di stages e tirocini gratuiti.

Stiamo assistendo ad un massacro, quello delle vite e delle prospettive dei giovani in questo paese. Queste tematiche dovrebbero essere messe al centro del dibattito pubblico e politico del paese, mentre invece le uniche priorità sembrano essere quelle di devastare e precarizzare sempre e sempre di più.

Ebbene, noi non ci stiamo. Nelle università ormai da tempo reclamiamo reddito e nuove forme di welfare che possano garantire a tutti gli studenti, a prescindere dal fatto di essere “meritevoli”, il diritto allo studio e il diritto alla città. Come d’altronde già accade grazie a quegli studenti che quotidianamente si riappropriano dei propri diritti, impegnandosi nella costruzione di studentati occupati, facilitando la diffusione a costo zero dei libri di testo e liberando spazi di socialità.

10342486_640401846044407_5338302787321192079_nIl 12 Dicembre 2013, in occasione di un convegno sulla Green Economy presenziato da Napolitano e Letta, gli studenti di questa università avevano deciso di porre all’attenzione delle massime cariche dell’allora governo i problemi che vivono ogni giorno; l’attenzione ricevuta è stata solamente quella delle forze dell’ordine che hanno caricato e manganellato il corteo e fermato due studenti e successivamente ne hanno denunciati altri tre con accusa di resistenza, il tutto autorizzato dal rettore de La Sapienza, Luigi Frati.

Episodio, unito ai tanti altri che si sono susseguiti in quest’ultimo anno che non hanno fermato però la determinazione degli studenti, così come le tante manifestazioni in tutta Italia il Primo Maggio non fanno altro che confermare che una larga fetta di popolazione del paese ha deciso di ribellarsi con determinazione e che continuerà a farlo, a partire dalla manifestazione cittadina a Roma del 12 Maggio che arriverà al Campidoglio, fino ad arrivare a Torino l’11 Luglio in occasione del vertice europeo sulla disoccupazione giovanile.

12 maggio h.16 Piazza della Repubblica Corteo Cittadino

verso il vertice dell’11 Luglio

#renzistaisereno #civediamolundici

Roma, Treu contestato a La Sapienza. Verso l’#11Luglio!

10295777_1480433092188546_6674729133592383366_nRoma: questo pomeriggio un gruppo di studenti della Sapienza ha contestato Tiziano Treu, che era invitato presso la facoltà di Economia, esponendo uno striscione con scritto “Dal pacchetto Treu al Jobs Act solo la precarietà non ha termine”. Una contestazione che si pone verso il corteo dell’11 Luglio a Torino in occasione del vertice europeo sulla disoccupazione giovanile… #renzistaisereno#civediamolundici.

 

Di seguito il comunicato sull’iniziativa:

Oggi nella facoltà di Economia era presente Tiziano Treu, il responsabile dell’inizio di un processo di precarizzazione selvaggia che, dall’inizio degli anni ’90, ha investito dapprima le giovani generazioni e poi, riforma dopo riforma, l’intero mercato del lavoro di questo Paese. Dalla legge Biagi alla riforma Fornero, negli anni è stato imposto un mondo del lavoro fatto di povertà salariale, di assenza di diritti e di tutele welfaristiche.
Il Jobs Act, riforma di punta dell’attuale governo Renzi, non è che l’ultimo tassello di questo disegno. Attraverso la riforma definitiva del contratto a termine e dell’apprendistato e l’ennesima ristrutturazione del sistema di welfare e degli ammortizzatori sociali, si chiarisce il progetto politico: rendere strutturale la precarietà, offrire alle imprese il massimo della flessibilità possibile, condannare tutte e tutti a un’esistenza di sfruttamento.
10342486_640401846044407_5338302787321192079_nIn questo processo l’università assume il ruolo di formazione, addestramento e gestione della forza lavoro immediatamente precaria, gettata in pasto a un mercato del lavoro che non offre garanzie in entrata ( diritti, formazione, retribuzioni ) e che è sempre più flessibile in uscita.
Di fronte a tutto ciò pensiamo sia arrivato il momento di invertire la rotta, mobilitandoci in maniera decisa contro questo provvedimento e provando a creare un movimento ampio contro la precarietà e la disoccupazione giovanile, per il reddito universale e incondizionato e per il salario minimo. Riteniamo centrale farlo a partire dalle università e dai luoghi del lavoro precario e sfruttato, in un percorso che ci porti a essere in piazza l’11 luglio a Torino, contro il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile.

Per questo domani, 8 maggio, invitiamo tutti e tutte a partecipare all’assemblea pubblica sul Jobs Act che si terrà nell’aula 13 di Scienze Politiche e al corteo del 12 maggio da piazza della Repubblica, contro il Jobs Act e il decreto Lupi, a partecipare all’assemblea del 13 Maggio nella facoltà di Lettere, in cui verrà discussa la partecipazione alla manifestazione nazionale del 17 Maggio, contro le privatizzazioni e per la difesa dei beni comuni. Invitiamo inoltre il 14 Giugno alle ore 15 a Piazzale Tiburtino a prendere parte ad una parade per rivendicare studentati e spazi di socialità per i giovani.