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GIOVEDÌ 22 OTTOBRE Ore 18-Piazza dell’Esquilino SOLIDARIETÀ CON CHI RESISTE E LOTTA PER L’AUTODETERMINAZIONE E CONTRO IL SIONISMO

Palestina_22.10.15_webDa oltre un mese siamo testimoni di un esponenziale incremento della repressione verso il Popolo palestinese portata avanti dell’occupazione sionista  in Cisgiordania, nei Territori Occupati del 1948 e nella Striscia di Gaza; esecuzioni a sangue freddo, attacchi da parte dei coloni sionisti, raid, continue provocazioni alla Spianata delle Moschee e incessanti campagne d’arresti sono solo alcuni dei soprusi di cui sentiamo parlare in questi ultimi giorni.

Il Popolo palestinese ha deciso di sollevarsi e reagire, anche se a caro prezzo: nelle ultime settimane il numero di palestinesi uccisi, spudoratamente anche dinnanzi a macchine fotografiche e videocamere, ammonta a decine di giovani. Chiediamo un’immediata presa di posizione di tutte le realtà solidali al fianco del Popolo palestinese, non solo contro le disumane politiche repressive sioniste, ma soprattutto in appoggio alla sua lotta e ai contenuti politici per cui continua a lottare ininterrottamente da oltre 67 anni.

Invitiamo ad esprimere solidarietà e appoggio alla lotta portata avanti in Palestina
Vi aspettiamo giovedì 22 ottobre 2015 alle ore 18:00 a Piazza Santa Maria Maggiore.

Compagni e compagne di Roma

Roma, Sabato 27 Settembre: Manifestazione Nazionale per la Palestina!

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I giovani palestinesi in Italia aderiscono alla manifestazione nazionale per la Palestina indetta dal Coordinamento delle Comunità Palestinesi di Italia il 27 settembre a Roma ore 14:30 Piazza della Repubblica sulla base della seguente piattaforma:

 Chiediamo a tutti coloro solidali con le lotte di giustizia e libertà di partecipare alla manifestazione nazionale per denunciare l’ennesimo massacro di Gaza e il progetto sionista di colonizzazione della Palestina, per sostenere la resistenza palestinese e chiedere la Liberazione della Palestina storica e il Ritorno ai loro villaggi per tutti i profughi palestinesi.

Condanniamo la politica di pulizia etnica che lo stato sionista  perpetra dal momento della sua progettazione e fondazione con la complicità della comunità internazionale.  Condanniamo fermamente l’assedio sotto cui è tenuta la Striscia di Gaza dal 2006 culminato nell’ultimo agghiacciante massacro cominciato l’8 luglio scorso. Il bilancio delle vittime è tragico  più di  2.100 morti di cui 536 bambini; 11.000 feriti, di cui 3.000 bambini; più 1.800 orfani; oltre 100.000 sfollati e la drammatica distruzione di infrastrutture pubbliche inclusi ospedali, scuole e cerntrali elettriche. Con i valichi chiusi e l’embargo in atto sarà difficile fare entrare materiali per la ricostruzione ma la comunità internazionale continua a disinteressarsi di queste tragiche violazioni.

Le istituzioni politiche e i media internazionali continuano colpevolmente ad “ignorare” la violenza sionista costantemente perpetrata contro il popolo palestinese nella Palestina storica ed in esilio. La colonizzazione della Palestina infatti continua ancora più aggressiva ed impunita, con la costruzione di insediamenti, esproproazioni, arresti arbitrari e torture in Cisgiordania, vessazioni e continui attacchi a Gaza, e con politiche di apartheid e discriminazione nei territori estirpati con la forza nel 1948.

Denunciamo indignati i crimini sionisti e la complessità delle politiche coloniali, iscritte in un progetto neoiperialista e neoliberale globale. Siamo consapevoli, infatti, che la causa di liberazione Palestinese è parte della lotta contro ogni forma di oppressione politica, militare ed econonica imposta sui popoli del mondo.

Le complesse logiche e strategie coloniali sioniste hanno volontariamente confuso la lotta palestinese di liberazione e giustizia con un semplice processo di state-building: hanno trasformato il movimento di resistenza in un apparato quasi-statale, dipendente dall’occupante e dai suai alleati, costretto e a scendere a compromessi con il suo colonizzatore garantendone paradossalmente la sicurezza e divenedo così colpevolmente incapace di sostenere i principi della lotta Palestinese. Queste drammatiche trasformazioni sono state volute e cercate da chi ci opprime e si sono cristallizzate nei “negoziati di pace”, in particolare con gli “Accordi di Oslo”. Denunciamo con forza l’incapacità della leadership palestinese tutta di opporsi a tale strumentalizzazione della lotta di liberazione e ripudiamo ogni “collaborazione” e “cooperazione” con l’occupante.

Condanniamo quindi  la deriva autocratica delle forze politiche palestinesi tutte, e la tragica crisi politica in cui hanno costretto il nostro popolo. Questa paralisi istituzionalizza la frammentazione politica e sociale che il progetto coloniale sionista ha per decenni tentato di imporre sul nostro popolo e rimane una cinica strategia, orchestrata dall’occupante per indebilire la nostra lotta, che si alimenta della vergognosa, corrotta corsa al potere dei diversi attori politici palestinesi. Denunciamo perciò l’illegittimità dell’attuale classe politica palestinese incapace di rappresentare le istanze politiche e sociali del popolo, esigiamo che il movimento di liberazione torni ad essere davvero garante della nostra causa di giustizia e liberazione, che torni ad essere un movimento popolare rivoluzionario, di resistenza  anticoloniale.

Ripudiamo qualsiasi strategia politica, interna ed internazionale, che non rispetti  la storica l’unità politica del nostro popolo intorno alla resistenza fino alla liberazione totale e al ritorno per tutto il popolo palestinese.

  •      Contro la colonizzazione  sionista  di tutta la Palestina – Stop all’embargo di Gaza ed ad ogni forma di occupazione ed oppressione in tutta la Palestina.
  •         Contro la complicità politica ed economica  della comunità internazionale.
  •     Contro ogni politica di collaborazione con il colonizzatore sionista e la strumentalizzazione della lotta di liberazione palestinese
  •    Sostegno totale e incondizionato alla resistenza popolare arabo-palestinese, in tutte le sue forme, nella Palestina storica ed in esilio.
  •      Diritto al ritorno ai propri villaggi per tutti i profughi palestinesi
  •        Libertà per  tutti i prigionieri palestinesi
  •    Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele. No a qualsiasi accordo militare, economico e politico tra Italia e Israele. Sì a sanzioni politiche ed economiche internazionali  contro Israele come fu per il Sud Africa.

2 agosto Presidio solidale con la Palestina

IMG-20140731-WA0011L’instancabile fame di morte e distruzione dello stato israeliano, che da ormai 24 giorni bombarda e occupa militarmente la Striscia di Gaza, non sarebbe possibile senza l’appoggio internazionale di cui gode lo stato sionista.

Anche l’Italia si rende complice di questo massacro, scegliendo la strategia più sfacciata e crudele per schierarsi al fianco d’Israele: consegnando 2 velivoli militari M-346 firmati Finmeccanica, dei 30 promessi allo stato sionista, ed organizzando esercitazioni militari congiunte sui cieli della Sardegna.
Finmeccanica, fiore all’occhiello dell’industria italiana, approfitta del massacro a Gaza come laboratorio di sperimentazione di armi micidiali per consolidare il suo prestigio tra i mercanti di morte delle multinazionali degli armamenti.

Intanto, per mantenere l’apparenza da “italiani brava gente”, la Ministra Mogherini promette che l’Italia destinerà 1,65 milioni di euro ad ONG che lavorano nella cooperazione internazionale a Gaza, per generi di prima necessità e medicinali, in un paradossale ed ipocrita giro di soldi che finanzia sia la distruzione e l’annientamento di una popolazione, che i successivi aiuti umanitari.

Vogliamo rompere il silenzio complice delle istituzioni italiane,smascherare la finta equidistanza, portare la voce di Gaza assediata e sotto le bombe, ai governanti di questo paese.

Ricordare, ancora una volta, che gli accordi bilaterali tra Italia e Israele saldano, da anni, una complicità colpevole con la brutale occupazione sionista e con il lascito di morte e miseria che ne consegue.

10511310_10203334491135548_6030310255293839066_nPer questo proprio mentre l’Italia si prepara al mega evento di Expo 2015, in cui Israele celebrerà i suoi “miracoli” in campo agricolo sulla terra sottratta alla popolazione palestinese, vogliamo scendere nuovamente in piazza per opporci a queste continue e proficue collaborazioni, attraverso le quali, Israele tenta di nascondere all’opinione pubblica, la ferocia del colonialismo che impone alla popolazione palestinese,riscrivendo la storia e normalizzando un’occupazione militare che dura ormai da 66 anni.

Sosteniamo la campagna internazionale di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzione,
con la popolazione palestinese, fino alla liberazione e al ritorno!

La Palestina chiama e Roma risponde!

Sabato 2 agosto, ore 19
Presidio a Piazza Navona davanti al Senato
Nessuna complicità con gli oppressori