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Torniamo a Manifestare! Il 12 maggio da piazza della Repubblica al Campidoglio

12mGiovedì 24 Aprile si è svolta presso il Lucernario occupato alla Sapienza un’assemblea pubblica che ha visto la partecipazione di molte realtà ed esperienze della città di Roma. Il confronto lungo che si è sviluppato ha preso le mosse dalle riflessioni finalmente condivise in uno spazio pubblico sulla giornata del 12 Aprile, punto di ripartenza dopo le mobilitazioni dell’autunno scorso, soprattutto dopo la partecipatissima manifestazione del 19 ottobre 2013. La discussione utilmente ha ribadito l’importanza della manifestazione contro la riforma del lavoro e il cosiddetto piano casa, anche fornendo diverse letture di un possibile allargamento dei percorsi contro i due odiosi provvedimenti governativi in fase di conversione in legge.

Per cui al centro del dibattito ci sono stati i provvedimenti del governo Renzi, il jobs act e il decreto Lupi, che mettono in campo un duro attacco a tutti quelli che già pagano i costi delle precedenti politiche d’austerity. Attacchi molto duri che non solo producono nuova e più pesante precarietà, abitativa lavorativa e territoriale, ma intervengono anche nel provare a fermare tutti quei movimenti che nei territori si autorganizzano e si riappropriano di ciò che ci viene negato. In particolare il riferimento va all’art.5 del decreto Lupi che colpisce allo stesso tempo le occupazioni abitative come gli spazi sociali, le palestre popolari, le esperienze di mutualità e cultura dal basso. Potremmo dire che quest’ultimo ha dentro di se le caratteristiche classiche di una legislazione d’emergenza.

Le risposte che il governo ha dato, con gli sgomberi e le cariche, alla precarietà abitativa, esplosiva nella città di Roma, è un segnale che non agisce esclusivamente sul terreno della lotta della casa ma su tutto quello che riguarda l’agibilità politica e di movimento nel territorio. Inoltre, la volontà da parte del ministro Alfano, sostenuto dal prefetto Pecoraro, di risolvere i problemi sociali attraverso il divieto di manifestare al centro della città rimarca l’ottusità e l’arroganza di chi ha deciso di sostituire la politica con il manganello scatenando una pesante guerra contro i poveri. Guerra contro i poveri ed in difesa della proprietà di cui è sempre più protagonista la magistratura non solo attraverso provvedimenti restrittivi della libertà di attivisti e manifestanti, ma anche attraverso il sequestro preventivo degli immobili occupati.

tmp_ribaltiamo_renzi1160612377Le istituzioni locali vengono, dunque, soppiantate sistematicamente nell’amministrare questa città in perenne default e tentennano nell’opporsi radicalmente alle imposizioni del governo centrale. Il Salva Roma costringerà alla riduzione dei dipendenti comunali, degli stipendi e ad un peggioramento dei servizi offerti, alla definitiva privatizzazione dei servizi essenziali.

Anche il cosiddetto “piano casa” Renzi/Lupi si pone in perfetta continuità con quanto realizzato sino ad ora: deregolamentazione urbanistica, nuove speculazioni, sostegno al mercato ed alla proprietà. Il decreto Lupi nei fatti si dimostra come il governo sia completamente subalterno agli interessi della rendita e della proprietà privata, disinteressandosi e tagliando fuori larghi settori sociali colpiti dalle politiche di austerità e precarizzazione.

E’ necessario mettere in campo una risposta decisa che coinvolga tutta la città, che sappia parlare a tutti con l’obiettivo di costruire una sedimentazione sociale vera sempre più forte e radicata e che opponga quella forza necessaria, che abbiamo espresso già nei mesi scorsi, utile a strappare alla controparte pezzi di dignità.

Per questo motivo abbiamo deciso di tornare in piazza il 12 maggio e di percorrere le strade di questa città sfidando proprio chi ci vorrebbe silenziosi e passivi a partire dalla conferenza stampa che vogliamo tenere davanti il ministero degli interni. Vogliamo “guardare in faccia” chi prova a inserire nel piano della legalità la nostra sacrosanta volontà di vivere il presente al di sopra di quelle possibilità che il governo ci impone e fuori dalle loro logiche di sfruttamento e devastazione. Vogliamo ribadire l’appartenenza alle strade di questa città e nessun divieto ci impedirà di varcare i confini del concesso, della compatibilità.

Pensiamo sia utile essere presenti nella manifestazione indetta per il 17 Maggio che vedrà i movimenti scendere in piazza contro le privatizzazioni a livello nazionale e il corteo del 10 Maggio a Torino per chiedere la liberazione dei compagni no tav.

Tutte tappe importanti che ci porteranno alla contestazione del vertice sulla disoccupazione giovanile dell’11 luglio a Torino.

Si riconvoca l’assemblea pubblica martedì 29 alle ore 18.30 all’occupazione di Viale delle Province 187

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La guerra del governo Renzi contro poveri e precari

BlVbg0GCQAAbx8z.jpglargeQuesta mattina la città di Roma, quella che resiste all’impoverimento e alle politiche di austerity, si è svegliata con una situazione surreale. Avevamo già avuto il sentore durante la scorsa settimana di un cambio di passo rispetto alla gestione dell’emergenza sociale in questa città, che possiamo considerare estendibile a tutto il territorio nazionale, ma oggi ne abbiamo la conferma definitiva.

Lunedì scorso abbiamo assistito agli sgomberi coatti nel silenzio della politica e la manifestazione del 12 ha visto dispiegare in piazza ingenti forze di polizia che hanno caricato il corteo in discesa fino all’imbocco di via del Tritone. Sono palesi dalle immagini e dai video pubblicati da giornali e attivisti, quanto sia spropositata la violenza messa in campo e nonostante tutto non c’è nessuna remora a perpetuarla nuovamente.

I tagli, le privatizzazioni, le speculazioni edilizie ed il saccheggio dei territori, la precarizzazione totale del lavoro e della vita che il governo Renzi ci sta imponendo, vengono difesi, senza nessuna mediazione, esclusivamente attraverso l’uso della forza. Ogni possibilità di risposta ai problemi sociali viene consegnata, quindi, nelle mani dell’ordine pubblico. Oggi ne abbiamo avuta l’ennesima riprova. Il presidio di solidarietà chiamato in difesa dell’occupazione di via della Montagnola è stato pesantemente caricato perchè sosteneva gli e le occupanti che avevano deciso di riprendersi la propria dignità. La polizia ha fatto decine di feriti: teste aperte e braccia rotte. La piazza meticcia di questa mattina ha subito di nuovo l’ottusità e l’arroganza di un governo che impone l’austerity senza se e senza ma. Complici anche dei governi locali che sembrano, di fronte a tutto questo, incapaci, subalterni.

Lo stesso piano casa nell’art.5 lancia esattamente lo stesso messaggio. Gli enti locali non possono allontanarsi dalle decisioni centrali e le risorse pubbliche tanto quanto le politiche sociali possono essere destinate solo agli interessi delle banche, della speculazione e dei costruttori. Il tavolo che era stato convocato per oggi presso il municipio VIII, con la presenza dei capigruppo di maggioranza del comune di roma che avrebbero dovuto discutere dell’emergenza abitativa che imperversa in questo territorio, è stato scavalcato dalla stessa questura che ha eseguito le direttive date: non permettere che le occupazioni si riproducano ancora, alimentando quelle lotte sociali che dal basso e nell’autorganizzazione, appagano i bisogni di migliaia di persone.

Questo governo crede davvero di prenderci in giro con il miraggio di 80 euro al mese in più in busta paga (per pochi), quando è chiaro, da queste ultime settimane, dai provvedimenti come il jobs act e il piano casa di Lupi, che la ricetta messa in campo è sempre la stessa: esigere dalle persone che sono già colpite dall’austerity ulteriori ed impensabili sacrifici.

Allo stesso modo questa mattina davanti il carcere di Regina Coeli ci siamo trovati lo schieramento di due reparti celere per un semplice presidio di solidarietà. L’interrogatorio di garanzia è durato circa sette ore durante le quali centinaia di persone chiedevano la scarcerazione dei quattro compagni che sono stati fermati durante il corteo del 12 Aprile. Il giudice, in continuità con la logica che i problemi si gestiscono come una questione di ordine pubblico, si è invece appiattito sulle richieste del PM e sui verbali della questura e senza nessuna prova ha convalidato la misura cautelare dell’arresto con detenzione domiciliare. Matteo, Simon, Ugo e Lorenzo sono accusati di resistenza pluriaggravata e lesioni, nonostante le immagini dimostrino il contrario ovvero la brutalità della polizia.

150618372-b71da136-e346-478b-b6b9-b9248a1c77cfSembra di essere piombati in una situazione “cilena” e crediamo che sia necessario mettere in campo una risposta decisa, concreta e di massa. Non possiamo permettere che la narrazione di quello che ci succede sia rinchiusa esclusivamente all’interno delle pagine dei giornali e dei media mainstream.

Dobbiamo mettere al centro il problema della casa come problema che coinvolge ormai l’intera città di Roma ed il paese. Rispondere a questa guerra contro i poveri ed i precari lottando ancora più forte. La lotta per la casa, che dopo il 19 si è propagata in tutto il territorio nazionale, rappresenta oggi una possibilità, uno spazio di trasformazione e riappropriazione dei nostri diritti e delle nostre vite. Per questo va difeso e rilanciato da tutti, collettivamente. Sempre più persone devono aggregarsi alle lotte dei movimenti, occupare per liberare spazi e tempi utili alla liberazione della propria vita, non sottostare alla precarietà, resistere alla devastazione del proprio territorio.

Per questo motivo quello che succede attraverso gli sgomberi e le cariche di piazza non può essere solo un problema dei movimenti di lotta per la casa ma di tutte quelle persone che non vogliono più pagare i costi della politica, delle decisioni imposte dall’Europa e dalla troika, il prezzo di un modello di sviluppo che per ristrutturarsi ha bisogno di nuovi giri di vite.

Il corteo di domani che partirà alle ore 17.30 da piazza Fabrizio De Andrè nel quartiere della Magliana, già lanciato nelle scorse settimane, sarà il primo momento pubblico con il quale si risponderà alle giornate appena trascorse, alle violenze della polizia, agli sgomberi e gli sfratti, all’arroganza di chi ci governa.

Convinti che in questo paese i diritti si conquistano a spinta ci vediamo nelle piazze per strappare ancora una volta la vita che vogliamo, qui e ora!

Movimenti contro la precarietà e l’austerity__Roma