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Lo sgombero di Degage è un attacco a tutti e tutte! #4S CORTEO CITTADINO

IMG_2015-08-27 10:56:21Più volte ci siamo chiesti,ma non stupiti, come potesse accadere uno sgombero come quello avvenuto pochi giorni fa ai danni dello studentato Degage in un momento come quello che stiamo vivendo in questa città e in questo paese. Ma in questi giorni tutto appare molto chiaro. Il Ministro degli interni Alfano ha annunciato in conferenza stampa di aver dato al Prefetto Gabrielli superpoteri su Roma proprio come sta avvenendo per il prefetto di Milano e per la gestione del grande evento Expo. In pratica, il comune non è stato commissariato,come si pensava,per la corruzione, gli scandali e le incompetenze di amministratori e dirigenti, bensì il Prefetto Gabrielli insieme a Marino sono stati chiamati a gestire la città e soprattutto a fare in modo che l’ennesimo grande evento speculativo,ovvero il Giubileo,possa svolgersi senza intoppi. Il Ministro Alfano ha inoltre incaricato il Prefetto di “risolvere” problemi annosi per la città come l’emergenza abitativa, le occupazioni abusive e l’immigrazione: ovvero zittire chi pretende ciò che gli spetta.
A quanto pare il Prefetto, la sua prima mossa l’ha già fatta! Le dichiarazioni di questa giorni, infatti, sulle priorità di questo governo e su come si intende gestire la crisi che imperversa nelle strade e nei quartieri di Roma,mettono i brividi. Chi abita in questo territorio non ha diritto di parola e, oltre tutto quello che subisce quotidianamente,  deve anche subire la prepotenza dall’alto di chi, non rispettando i minimi strumenti democratici,elegge a potestà il Prefetto e lascia il sindaco Marino come figura simbolo di una democrazia alla deriva.
D’altronde si tratta sempre della stessa storia: denaro da spartire! Il giubileo che inizierà a Dicembre è stato istituito per dare di nuovo avvio alla macchina speculativa di Roma, una città che da sempre si regge su speculazione edilizia e grandi eventi.
Intanto, le proteste degli autisti degli autobus rimangono inascoltate e i trasporti fuori controllo, i principali uffici non funzionano, le maestre perdono il lavoro per il taglio dei fondi, i dipendenti comunali saranno sottoposti al demanzionamento disciplinare, quotidianamente vengono calpestati  i principali diritti umani dei migranti e l’emergenza abitativa dilaga. Dove vorrà nascondere il prefetto Gabrielli i soggetti che non sopportano più tutto questo? Quante bocche dovrà zittire e cosa è disposto a fare per poter ottenere i risultati che Alfano e il Pd gli hanno ordinato di raggiungere?
Ma hanno fatto i conti senza considerare di essere ospiti non graditi. Le nostre priorità non sono le loro; noi vogliamo riprenderci le strade, le occupazioni, gli spazi sociali che ci hanno tolto e la legittimità di dare vita alle nostre priorità.
E’ in gioco non solo quello che ci stanno togliendo giorno dopo giorno e che ci batteremo per riconquistare ma è in gioco la nostra capacità di costruire una comunità differente da quella che ci vogliono proporre. Vogliono arrestare quella capacità di immaginare le nostre vite attraverso le nostre esperienze concrete fatte di autorganizzaione e lotta, con la messa in pratica di percorsi e ragionamenti comuni per liberare i tempi e gli spazi dallo sfruttamento da parte di chi detiene il monopolio della ricchezza e della forza pubblica.
Ma per poter esprimere ancora una volta tutto questo, per poter generare la potenza delle esperienze messe in atto abbiamo bisogno di esprimere in primis il rifiuto totale verso le decisioni prese sul futuro di questa città e di questo paese, abbiamo bisogo di esprimere prima di tutto il nostro oxi, il nostro no, il nostro degage!
Invitiamo tutt* e tutt* a firmare questo appello contro gli sgomberi e per la mobilitazione generale a partire dal corteo di Venerdì 4 Settembre alle 17 da P.zzle Tiburtino (S.Lorenzo) che sfilerà per le vie della città, e invitiamo tutt* e tutt* all’assemblea pubblica di Lunedì 31 h17 al 3 Serrande occupato alla Sapienza.

Ci levate dalle case ci troverete nelle strade

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#Degage occupa la sede della Casa della Trasparenza di Parnasi

CNZ2Oi6WwAAAjRNOggi, 27 Agosto, in alcune decine fra ex-occupanti dello studentato Degage e solidali siamo andati ad occupare simbolicamente la Casa della Trasparenza in piazza San Giovanni da Verrazzano, dove è esposto il plastico e il progetto del nuovo stadio della Roma e del quartiere annesso.Questo progetto verrà realizzato da Parsitalia, di proprietà dei palazzinari Parnasi, gli stessi che hanno beneficiato dell’alienazione degli stabili di proprietà della Provincia di Roma, tramite la costruzione del nuovo grattacielo sede dell’ente che ormai non esiste più.Lo stabile da cui siamo stati sgomberati martedì scorso, sito in Via Antonio Musa, era anch’esso di proprietà della Provincia.

Il progetto del nuovo stadio, uno dei pochi che l’amministrazione capitolina sembra voler portare avanti, è un altro regalo del PD ai Parnasi e un’apertura a capitali privati anche stranieri nel processo di cementificazione e speculazione nella città di Roma. Una direzione preoccupante, se pensiamo anche al prossimo “grande evento”, il Giubileo, di cui si discute proprio oggi in consiglio dei ministri, nonostante gli scandali di Mafia Capitale e una tensione sociale crescente per la mancanza sempre più forte di servizi, investimenti sui territori che non siano per spartirsi appalti e lucrare dalle emergenze, risposte concrete alle questioni sociali. Di seguito il volantino distribuito durante l’azione:

Sulla pelle dei precari Parnasi ci fa affari

Il 25 agosto alle sei di mattina 10 blindati della celere hanno sgomberato lo studentato occupato Degage in via Antonio Musa.La palazzina che dal 6 aprile 2013 è stata la casa di 30 studenti universitari che rivendicano il loro diritto ad un alloggio è stata riconsegnata alla Bnp Paribas, la banca incaricata a vendere questo e altri 12 stabili per conto della provincia di Roma. Tale operazione serve a finanziare l’acquisto del grattacielo all’eur costruito dal gruppo Parnasi per ospitare la nuova sede dell’ente (peccato che nel fra tempo, come del resto era già previsto, l’ente non esista più). Questa operazione tutelata dall’intervento della polizia di martedì scorso non porta nessun beneficio alla città ne all’amministrazione pubblica visto che aliena alla collettività 13 stabili di pregio per ottenere una sede nuova per un ente scomparso, gli unici benefici sono per Bnp Paribas e Parnasi che con un colpo di fortuna si mettono in tasca milioni di euro. Ma non è stato un colpo di fortuna isolato Bnp Paribas e Parnasi negli ultimi anni sono stati altrettanto fortunati costruendo la città del sole, la nuova sede della Bnl a stazione tiburtina, il complesso di appartamenti di lusso Domus Aventino, prima ancora possedendo i terreni su cui è sorta la centralità Eur Castellaccia e oggi attendono di incassare centinaia di milioni dalla costruzione del nuovo stadio della Roma e il quartiere annesso. Tanta fortuna non è caduta dal cielo ma ha nomi e cognomi noti a tutti: il centro sinistra cittadino e in particolare il presidente della regione Zingaretti e il vicepresidente Smeriglio. Senza l’intervento provvidenziale della politica nessuna di queste operazioni avrebbe garantito tali profitti.

CNZ1S8WW8AAg5B7Quando l’amministrazione di turno non è direttamente il committente di opere inutili è intervenuta concedendo cambi di destinazione d’uso o cedendo a prezzi irrisori terreni di sua proprietà. Secondo quanto dichiara Salvatore Buzzi tale fortuna sarebbe stata ricambiata con tangenti a 5 zeri. Mentre la città è al collasso, i mezzi pubblici inservibili, il diritto alla casa calpestato da migliaia di sfratti esecutivi ai costruttori e alle banche viene garantita la massima efficienza dell’amministrazione e la massima disponibilità della polizia. Non accettiamo tale affronto, non siamo disponibili a subire in silenzio per questo venerdì 4 settembre invitiamo tutti a scendere in piazza con noi a piazzale tiburtino alle 18.

 Ci cacciate dalle case ci trovate nelle strade.

Degage non è solo un palazzo!

11949483_538754016278898_2791569840081565845_nNon è stato un bel risveglio. Fin dalle prime luci dell’alba vedere quelle facce tirate dalla prepotenza di una vita, è quanto di più brutto ci si possa augurare. Abbiamo incontrato i ladri in casa, nei corridoi, nelle stanze a frugare tra i nostri vestiti con le loro mani sporche. I ladri quelli che rubano, non perché hanno fame, ma per difendere e arricchire chi si ingrassa con i nostri soldi, quelli della collettività che sta negli anfratti delle vie, nelle scuole che si sgretolano, nelle università che si svuotano, ma anche negli spazi e nelle case occupate dove costruiamo quotidianamente quella comunità differente che vorremmo riprodurre.

Lo sgombero dello studentato Degage è una provocazione per noi e per tutta la città. Non è solo un palazzo fatto di cemento e mattoni, è un’idea a cui abbiamo dato vita. Un’esperienza che, senza contorni definiti, ha voluto allontanare ricette politiche e facili retoriche per sperimentare come e perché vivere insieme e rendere una comunità riproducibile al di fuori di sè. Riproducibile nelle modalità di approccio alla realtà e non perché come monolite dovrebbe dispiegarsi sempre uguale a se stessa. Chi è passato a sentire le nostre chiacchiere e chi si è trovato a vivere con noi le lotte, sa che nessuno di noi è uguale all’altro e spesso questo ci fa discutere, che tutto tra di noi può succedere e che l’imprevedibilità spesso c’ha salvato, che anche chi ci odia può trovare sempre una mano tesa e che però è molto facile farci incazzare, ma soprattutto sa che abbiamo tanto ancora da dimostrare e da creare. Pensiamo di poter riprodurre quello che siamo perché siamo capaci di plasmare le nostre convinzioni con umiltà, ogni volta che ci imbattiamo nelle contraddizioni di questa realtà e nei diseredati che se le vivono. E sappiamo che spesso la forza propulsiva, la convinzione, la voglia di libertà arriva proprio da lì, come le possibili forme di autorganizzazione. Siamo cresciuti durante l’onda, il 14 dicembre, il 15 ottobre, in val di Susa e nelle periferie della città e del paese. Dalle prime abbiamo appreso la potenza e i limiti della politica di movimento, dalla seconda la rabbia del vivere quotidiano.

Tutto questo non può essere cancellato attraverso un semplice sgombero, è folle che qualcuno l’abbia pensato e l’assemblea di ieri al  3serrande occupato ne è una dimostrazione che c’ha dato tanta forza. In tanti e tante hanno raggiunto l’assemblea e hanno partecipato al corteo. Siamo sicuri di aver raccolto quel poco che abbiamo seminato e anche che tutto questo non è sufficente per invertire la rotta di chi ci ha dichiarato guerra. In un contesto cittadino ormai a dir poco ridicolo, in cui la democrazia è diventata spartizione organizzata di risorse e poteri tra re, valvassori e valvassini, le forze di polizia optano per colpire e zittire chi potrebbe risultare un problema o semplicemente un esempio concreto di come vivere senza essere schiavi dell’affitto, del contratto a chiamata, della disoccupazione, delle bollette sempre troppo care.

Il sistema Mafia Capitale della città riempie le tasche di palazzinari, capi di cooperative più o meno grandi (prima legate all’estrema destra come alla sinistra e ora alle associazioni di Comunione e Liberazione amiche di Renzi), di politici, banchieri e amministratori vari ma è anche un sistema di controllo, di schiavitù. Chi ha fame, chi vuole una vita differente dipende da questa gente, da quella che ha in mano i soldi e li può distribuire e quale più grande potere può esserci se non quello di poter disporre della vita di migliaia di persone? Quale?

L’autorganizzazione, la riappropriazione, la resistenza nei territori è la possibilità attraverso la lotta di rompere quell’anello di schiavitù che ci lega a questo sistema.

Lo sgombero di uno studentato, di uno spazio sociale, di un’occupazione abitativa rappresenta l’aggiunta di nuovi anelli alla catena e questo non possiamo permetterlo. Ieri con il corteo che ha sfilato per le strade della città abbiamo solo annunciato che se “ci levate dalle case, ci troverete nelle strade” e abbiamo tutta l’intenzione di farlo! Invitiamo tutta la città a unirsi a noi, a spezzare la catena degli sgomberi, a spezzare la catena del potere sopra di noi. Siamo il mondo di sotto e ci riprenderemo tutto.